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Giovanni Tizian a Napoli racconta Gotica

Oggi Giovanni Tizian sarà a Napoli per presentare Gotica. Qualche giorno fa aveva rilasciato un’intervista ad Ottavio Lucarelli per Repubblica Napoli.

Dal 22 dicembre dello scorso anno vive sotto scorta e domani alle 18 sarà alla libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri per presentare il suo libro Gotica, ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea. Il giornalista trentenne del gruppo Espresso Giovanni Tizian, calabrese di origini venete che vive e lavora a Modena, a sette anni ha perso il padre, ucciso in Calabria vittima di un agguato, e il 22 dicembre scorso ha ricevuto una telefonata che gli ha cambiato per la seconda volta la vita. Ora vive sotto scorta ma in una recente intervista ha dichiarato: «Sono un giornalista, non sono un eroe».

Chi era al telefono il 22 dicembre?
«Era un investigatore che telefonava per comunicarmi che ero esposto a un grave pericolo. Disse che la mia vita era a rischio e che era bene dare il via a un programma di protezione. Da quel giorno mi accompagnano dovunque, protezione totale».

Perché le mafie hanno paura di lei?
«Da quando scrivo per la Gazzetta di Modena, da alcune settimane anche con un contratto, mi sono occupato prevalentemente delle infiltrazioni e del radicamento delle mafie nel Nord, un territorio in cui la ‘ndrangheta ha grande potere ma dove si registra anche l’ascesa dei Casalesi che esercitano soprattutto un forte potere nell’economia legale».

Anche dopo gli arresti dei boss Iovine e Zagaria?
«Dopo gli arresti dei capi i Casalesi non hanno perso potere. Certamente emergerà presto un referente al Nord che per ora non è ancora individuato».

Come è nata l’idea di raccogliere le sue inchieste in un libro?
«Il libro in realtà raccoglie ed elabora le inchieste e le racconta per renderle più leggibili assieme alla pubblicazione di alcune ordinanze fondamentali».

Negli ultimi giorni emerge con evidenza, proprio in Emilia, l’intreccio tra Casalesi e politica. Siamo già a questo livello di rischio anche al Nord?
«Il tesseramento del Pdl a Modena ha fatto emergere un legame con alcuni personaggi di camorra. Il risultato è che il Pdl di Modena ha ora un commissario che si chiama Denis Verdini».

di Ottavio Lucarelli
su Repubblica Napoli
(25 febbraio 2012)

Gotica a Modena, con Giovanni Tizian

Giovanni Tizian, il giovane giornalista costretto sotto scorta perché minacciato dai clan, presenta domenica 15 gennaio, alle ore 11:30, Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea“, sconvolgente libro inchiesta sulle mafie al nord. Alla libreria Feltrinelli di Modena, in via Cesare Battisti 17, modererà l’incontro con Giovanni Tizian, Giovanni Gualmini (Gazzetta di Modena).

La campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” dell’associzione daSud, nella quale milita Giovanni Tizian, ha raccolto in pochi giorni moltissime adesioni.

Per saperne di più leggi anche
Io mi chiamo Giovanni Tizian.

Libero Grassi. Cara mafia, io ti scrivo. Presentazione a Palermo

Questa sera, venerdì 7 ottobre, alle ore 18 presso la Feltrinelli di Palermo (via Cavour 133), Round Robin e l’Ass. daSud presentano Libero Grassi (Cara mafia, io ti sfido), il fumetto di Laura Biffi, Raffaele Lupoli e Riccardo Innocenti, uscito in occasione dei vent’anni dalla morte dell’imprenditore palermitano, per la collana di graphic novel Libeccio. Assieme agli autori e all’illustratrice Beatrice Gozzo, interverranno Pina Maisano Grassi, moglie di Libero, Felice Cavallaro, Corriere della Sera, Danilo Chirico, presidente Associazione daSud, Enrico Colajanni, presidente Libero Futuro, Vittorio Greco, Addiopizzo, Ivan Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia, Umberto Santino, presidente Centro Impastato.

La graphic novel ripercorre l’intera vicenda dell’imprenditore palermitano ucciso dalla mafia dopo aver intrapreso un’azione solitaria contro una richiesta di pizzo. Libero Grassi ebbe il coraggio di opporsi alle richieste di racket della mafia, e di uscire allo scoperto denunciando gli estorsori. La condanna a morte di Grassi arriva con la pubblicazione sul Giornale di Sicilia di una lettera sul suo rifiuto a cedere ai ricatti della mafia. La sua lotta prosegue in televisione, intervistato da Michele Santoro a Samarcanda su Rai 3, e anche su una rivista tedesca colpita dal suo comportamento positivo volto a denunciare i mafiosi. Libero Grassi fu lasciato solo nella sua lotta contro la mafia, senza alcun appoggio da parte dei suoi colleghi imprenditori. Per questo fu assassinato il 29 agosto 1991. Il 26 settembre 1991, Michele Santoro e Maurizio Costanzo dedicano una serata televisiva a reti unificate (Rai 3 e Canale 5) alla figura di Libero Grassi. Per il suo omicidio sono stati condannati nel 2004 i boss Francesco e Salvo Madonia.

“Non sono pazzo, non mi piace pagare. Io non divido le mie scelte con i mafiosi”. È l’11 aprile 1991 e in diretta tv Libero Grassi, industriale tessile proprietario della Sigma di Palermo, racconta la sua vicenda d.’imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo alla mafia. Il caso varca i confini della Sicilia e diventa di dominio nazionale. Il 29 agosto alle 7.30 muore in un agguato a pochi passi del portone di casa. Il killer è Salvo Madonia, figlio del boss di Brancaccio. Lo ammazza perché può essere un “cattivo esempio” per gli altri commercianti. Potrebbero alzare la testa anche loro. Così invece se ne stanno tranquilli. Libero Grassi quella mattina di vent’anni fa viene ucciso due volte: da Cosa nostra e dall’indifferenza dei suoi colleghi imprenditori. Lo hanno lasciato solo e sopportato con fastidio. Perché fa “tammurriate”. Non è uno che paga e sta zitto. Come fanno gli altri. Ma poi arriva il 1992, con le stragi di Falcone e Borsellino. E nulla è più come prima. La misura è colma. L’indignazione popolare divampa. Per un po’ la reazione sembra sopita ma gradualmente i commercianti palermitani escono dall’angolo, si alleano e seguendo l’esempio di Libero Grassi denunciano gli estortori. Nasce Addio Pizzo e poi l’associazione antiracket Libero Futuro. Ci sono i processi e le condanne. La strada è in salita, ma ormai non si può più tornare indietro. Nessuno ha dimenticato Libero Grassi. Perché il seme della sua ribellione è germogliato. Perché se “un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, un popolo che ritrova la sua dignità è più forte di qualsiasi mafia. Questo fumetto civile, scritto con il prezioso aiuto dei familiari e degli amici di Libero, racconta la sua storia e la sua eredità a chi non la conosce.

Genova, 28 maggio. Lo smaltimento

Paolo Gentiluomo, presenta stasera a Genova Lo smaltimento, presso la Libreria Feltrinelli di via Ceccardi 16R.

Interverranno, alle ore 18, assieme all’autore, Giuliano Galletta, giornalista del Secolo XIX, e Franco Vazzoler, docente universitario.

In un mattino afoso un incidente d’auto per uno stop non rispettato: Andrea Cosma, tecnico di emissione della rete televisiva interna al Museo Antropologico Lombroso, scappa senza sincerarsi delle conseguenze. Da questo episodio comincia la sua testimonianza, ma la ricostruzione dei fatti, incalzata da una voce che fa domande, subisce frequenti deragliamenti visionari mentre Andrea racconta i colloqui coi responsabili del Museo, le inquietanti notizie sull’incidente, il suo licenziamento, una rocambolesca fuga inseguito da un vigilante, la lotta con un prete, l’incontro con l’attizzatore delle caldaie nei locali della lavanderia. Altre testimonianze sono al vaglio dell’Ufficio Rimozione: le voci della fidanzata di Andrea, la deposizione di una suora invasata, l’interrogatorio di Barnaba Buonaiuti che parla di una grande manifestazione-spettacolo e la violenta repressione da parte delle forze dell’ordine. La storia si avvolge e si complica: in attesa di smaltimento?

(Lo smaltimento su La Stampa
per il Salone Internazionale del Libro di Torino)

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