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antonino caponnettoArchivio per fiera
Salone del Libro, Torino, Diario di bordo / 1
Avete ancora 3 giorni di tempo, fino a lunedì 16 maggio, per venirci a trovare allo stand N 134 del padiglione 2. Occasione ghiotta per conoscere tutto il nostro catalogo e le ultime novità editoriali (il nuovo atteso romanzo di Angelo Calvisi Un giorno nella vita e l’esordio letterario di Emanuele Berardi, Luna di Lenni). In anteprima al Salone, anche il romanzo di Daniele Cerrai, Il Circo Ivankovic e la graphic novel Natale De Grazia, le navi dei veleni, entrambi in libreria dal 27 maggio. Se proprio non riuscite a venire a Torino, potete seguirci ogni giorno sul diario di bordo del nostro sito!
Salone, primo giorno
Torino si è svegliata malinconica. Con un cielo chiazzato e beffardo che ci ha fatto uscire senza ombrello ma col dubbio nella testa. E noi un po’ sonnecchiosi siamo arrivati di buon mattino al Lingotto a sistemare gli ultimi dettagli del nostro fichissimo stand. Libri ben impilati. Cataloghi pronti ad esplorare i gusti dei nostri lettori. I salvagente pendolanti. Il bandierone rosso, immancabile vessillo piratesco. “Le nuove magliette si vedono?”, sì sì e sono bellissime. “Uh pure le tazze! Che carine…”. E due novità in anteprima assoluta (Un romanzo, “Il Circo Ivankovic” e una graphic novel, “Natale De Grazia, le navi dei veleni”). Il primo giorno va avanti un po’ in sordina (come tutti i primi giorni di tutte le fiere del globo) tra scolaresche distratte, sguardi fugaci, espressioni divertite, sbadigli, “scusi il bagno?”, strette di mano, amici vecchi e incontri nuovi. Insomma prove generali, da domani si comincia a fare sul serio.
Salone, secondo giorno
“Il fiume è giallo, lento fango d’Orinoco / scorre tra i fuochi, gli spacci, i mangiafuoco / scende il murazzo, c’è una macchina bruciata / kebab arrosto e folla a grappoli in parata”. Noi Torino la vediamo così, come Vinicio Capossela nel suo “Tanco del Murazzo”. Almeno fuori. Dentro, nel Lingotto addobbato per le feste, i mangiafuoco fanno posto agli editori, i kebab ai libri, e la folla a grappoli affolla gli stand. Il nostro di stand anche oggi non passa inosservato. Colori Lo si percepisce dagli occhi di chi ti guarda. Chi passa con la fronte aggrovigliata perché non ti conosce, col naso all’insù a leggere come ti chiami. Chi sfiora le copertine, come se avesse uno scanner nella mano. Chi va oltre ma con la coda dell’occhio sbircia, ti scruta e sorride. E poi fa dietrofront. Portando con sé una curiosità dopo l’altra. “Di dove siete?”, “Avete una grafica bellissima”, “Che idea carina per il catalogo”. “Ma vi trovo in libreria?”. E noi fieri, sorridenti e un po’ tronfi guardiamo la parata passare.
Salone, terzo giorno
Non è il sonno pregresso di una notte insonne passata per buona parte a saltellare a ritmo dance con una vodka lemon in mano. Non sono gli occhi all’orientale che faticano a mettere a fuoco chi si ha davanti. Il problema è che davanti non si vede nessuno o quasi. Poca gente quest’anno al Salone. Per lo più distratta e alla spasmodica ricerca di best-seller che possono tranquillamente trovare sugli scaffali del supermercato sotto casa, senza i disagi del caso, tipo file alla biglietteria o lo spiacevole effetto (visivamente e olfattivamente deprecabile) delle “ascelle commosse” in un Lingotto dal clima tropicale. Non si può venire al nostro stand, avvicinarsi simulando interesse e poi chiedere “Scusi, sa dov’è lo stand di Mondadori?”. Non si può. Il visitatore-medio di questa edizione della fiera sembra essere piuttosto distratto, meno curioso e intraprendente del solito. Più interessato ad ascoltare come Moccia ha avuto l’ispirazione per scrivere la sua ultima fatica letteraria che esplorare nuove facce, leggere nuove storie, scoprire marchi indipendenti e giovani autori a cui donare un po’ di fiducia che meritano. Non lo so, forse siamo troppo pessimisti. Forse ieri sera nel bicchierone di plastica in riva al Po c’era troppa vodka e poco lemon. Speriamo di sbagliarci e domani rettificare tutto dicendo che non è vero niente. Che tutto va bene. Che i nostri libri sono esauriti e voi ci avete frainteso.
Torna Più libri più liberi. Vi aspettiamo allo stand A27!
Anche quest’anno vi aspettiamo numerosi a Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria, a Roma (stand A27 – Palazzo dei Congressi dell’EUR, piazzale Kennedy 1). Noi saremo lì, dal 4 all’8 dicembre, sotto il bandierone rosso con i nostri libri, i nostri gadget e con il nuovo catalogo-test 2011. E voi? Un salto ce lo fate, vero?
Da Torino con successo
Un successo straordinario quello del Salone del libro di Torino 2010 per la Round Robin. E, fatecelo dire, anche meritato. In tantissimi si sono avvicinati nel nostro stand nei cinque giorni di fiera, si sono divertiti a giocare con il catalogo-test e in tanti hanno poi acquistato libri, magliette e gadget. Al punto che sabato sera avevamo terminato le “scorte” e rischiavamo di chiudere anticipatamente la fiera se qualche anima pia non ci avesse dato una mano spedendoci nuovi libri da Roma.
Ma da Torino portiamo anche una grande ed importante novità: l’accordo siglato con un nuovo distributore nazionale, la Nda, grazie al quale d’ora in avanti dovreste avere maggiore facilità a trovare i nostri libri nelle maggiori librerie di tutto lo Stivale. Elemento fondamentale per continuare il nostro viaggio.
Cresce il pubblico, si vendono più libri, molti editori sono soddisfatti. In un primo bilancio della 23/ma edizione del Salone del Libro di Torino si registra un boom di presenze all’inizio del week end con molti incontri sold out e la maggior parte delle case editrici, anche le più piccole, che stanno esaurendo le scorte di libri. È così, ad esempio, per la Round Robin, editore romano, che racconta di aver finito tutte le copie dei libri portati in Fiera: «questa notte li faremo arrivare con il corriere, altrimenti domani non potremmo aprire lo stand» dice l’editor Alessio Lana.
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Da Il Giornale del 17 maggio Bilancio Zafón e Carofiglio primi al botteghino:
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In generale, però, alle case presenti i conti tornano. Anche a quelle piccole, come la romana Round Robin, che comunica di aver esaurito tutte le copie dei libri portati al Salone. L’editor Alessio Lana gonfia il petto: «Questa notte li faremo arrivare con il corriere, altrimenti domani (oggi, ndr) non potremmo aprire lo stand».
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Torino: Luca Ferrara allo stand Round Robin
Luca Ferrara, disegnatore, assieme a Riccardo Innocenti, Luca Cicchitti, Giovanni Ballati, Mauro Balloni, Anna Ciammitti, di Don Peppe Diana, autore e disegnatore di Pippo Fava è passato a trovarci allo stand M126.
Luca sarà con noi nei prossimi giorni per disegnare a autografare i fumetti! Vi aspettiamo!
Siamo a Torino: Lingotto M126!
Era solo un anno fa quando i pirati della Round Robin salpavano dal porto di Roma, per approdare per la prima volta al Lingotto, con la nave Doblò, il galeone capitanato dal pirata Milani, e al seguito il brigantino Maccaron A. Gli equipaggi sguarniti alla partenza, dopo le prime difficoltà, hanno ricevuto rinforzi notevoli da altri equipaggi o raccogliendo naufraghi incontrati durante la navigazione. Avevamo giurato tutti e c’eravamo.
Anche questo anno è già salpato il primo equipaggio con la nuova nave galeone Qubo, ed abbiamo già allestito il campo: le nostre coordinate sono M126 sempre al Lingotto di Torino.
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L’equipaggio è ancora sguarnito, ma stiamo arrivando tutti, con il solito brigantino, sul quale salirà anche l’equipaggio di daSud! Non possiamo esimerci, abbiamo giurato!
“Cercate di far aderire quanti più possibile alla nostra causa e state all’erta per trovarvi pronti. Ciascuno di voi dovrà giurare sul round robin. Il round robin non è altro che una misura precauzionale. Da un lato, tutti quelli che vogliono essere dei nostri dovranno firmare la dichiarazione, così che non potranno tirarsi indietro quando si comincerà a sentire odore di bruciato. Dall’altro, quello stesso foglio ci condurrà dritti alla forca, se finisce nelle mani sbagliate. Ma, dato che sono sempre quelli che hanno firmato per primi ad essere considerati gli istigatori, sul round robin le firme formano un anello, in modo che non si può sapere chi ha iniziato.”
La vera storia del pirata
Long John Silver
Björn Larsson (Iperborea, 1998)

















