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Giuseppe Tizian. Il presidio di Carpi

Giuseppe Tizian, integerrimo funzionario di banca (così lo definirono gli investigatori), viene assassinato, a colpi di lupara, la sera del 23 ottobre 1989 a Locri. Stava tornando a casa, a Bovalino, a bordo di una Fiat Panda, lungo la statale 106. Aveva 36 anni. Un caso che rimane ancora irrisolto.

A lui, vittima della ‘ndrangheta, è stato intitolato il Presidio di Carpi di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Il presidio ha scelto di intitolarsi a Peppe Tizian, sulla spinta della vicenda del figlio Giovanni, giornalista che per le inchieste sulla criminalità organizzata e per il suo libro Gotica. ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea è costretto da mesi a vivere sotto scorta. Per il presidio di Carpi, la vicenda di Giovanni, che racconta nel suo libro anche del padre Giuseppe, è un chiaro esempio di come le mafie siano una minaccia estesa a tutto il paese, e non siano appannaggio di un’area geografica.

Tra i primi appuntamenti del presidio, in collaborazione con il Comune di Carpi, proprio l’incontro con Giovanni Tizian, nel corso del quale si è parlato del suo libro Gotica. Giovanni ha così ringraziato:

E’ stata una serata intensa, piena di emozioni. Un pò di giustizia per Peppe, che dalla Giustizia è stato dimenticato. Un riconoscimento che vale tanto, più di mille parole di solidarietà. Grazie ai ragazzi di Libera Carpi, numerosi e impegnati, e bravi: hanno messo in scena Gotica, scegliendo alcuni personaggi chiave che durante la lettura del libro hanno preso vita sul palco. Di fronte alle idee, talmente forti e vitali, la morte, la violenza, il potere mafioso non possono nulla.

Per non dimenticare Giuseppe Tizian, sabato 24 luglio 2010, in occasione della Lunga Marcia della Memoria di daSud, erano iniziati i lavori di realizzazione del murales in ricordo di Peppe Tizian. “Il Crimine non paga. La Locride è anti’ndrangheta“, è il testo del murales, realizzato sul “muro della vergogna”, contro il quale Giuseppe Tizian è andato a sbattere con la sua macchina, dopo essere stato colpito dal fuoco di una lupara.

Restituito nuovamente nel 2011, ancora dimenticato, alla cittadinanza …

Un giorno e una notte per Lollò Cartisano


Dopo aver fatto tappa a Roma, è partita questa mattina a Bovalino (RC) l’annuale camminata della Lunga Marcia della Memoria dell’associazione daSud, verso la cima di Pietra Cappa, in Aspromonte, luogo dove fu ritrovato il corpo del fotografo Lollò Cartisano. Un cammino per rinnovare la memoria, ricordando Lollò e le altre vittime innocenti delle mafie.

Questa sera a Bovalino, alle ore 21:30 in piazza Gaetano Ruffo, sarà presentata la graphic novel, Lollò Cartisano. L’ultima foto alla ‘ndrangheta, dedicata al fotografo di Bovalino ucciso dalla ‘ndrangheta. Sarà assegnato inoltre il Primo Premio Lunga Marcia della Memoria. Introduce la serata Deborah Cartisano, partecipano don Pino Demasi (Libera Calabria), Francesco Rigitano (Libera Locride), Danilo Chirico, (associazione daSud), Luca Scornaienchi (autore del libro), Monica Catalano (autrice del libro). La serata si chiuderà con l’intervento di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Modera Toni Mira (giornalista Avvenire).

Paolo Borsellino, il ricordo di Don Luigi

Tutti dobbiamo assumerci la nostra responsabilità. E’ responsabile chi risponde alla propria coscienza. … Oggi c’e’ una grande schizofrenia tra quello che si dice e quello che si fa. La responsabilità non va richiesta soltanto alle istituzioni ma anche ai singoli cittadini. … Oggi c’è una malattia mortale, molto diffusa, che sia chiama rassegnazione o delega. Dove sono gli altri milioni di italiani? La mancanza di profondità è un peccato mortale che non possiamo permetterci.

Don Luigi Ciotti
Palermo, 19 luglio 2011 (fonte ANSA)

Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.

Paolo Borsellino

Fermati un momento per Angelo Vassallo

Fermati un momento per Angelo Vassallo
Venerdì 10 alle 10:30 in punto ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo.

Perchè l’hanno ucciso con nove colpi di pistola, ad Acciaroli.
Perchè era un uomo e un sindaco con la schiena dritta.
Perchè alle 11 lo seppelliscono, ma non vogliamo che seppelliscano i suoi sogni.
Perchè non potremo essere lì, ma vogliamo che la sua famiglia senta forte il nostro abbraccio.
Perchè dal minuto dopo continueremo il nostro impegno con più forza
Perchè così abbiamo imparato ad onorare la memoria delle vittime innocenti delle mafie.

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Leggi lo speciale di Libera Informazione

liberainformazione: Lettera di protesta per i silenzi del Tg1

Riceviamo e riportiamo la lettera di Roberto Morrione, presidente della fondazione liberainformazione.

Così viene tradito il ruolo del Servizio Pubblico

Al Presidente della Rai Paolo Garimberti
Al Consiglio di Amministrazione della Rai
All’Usigrai
Al Comitato di redazione del Tg 1
E per conoscenza alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana

La Fondazione Libera Informazione denuncia fermamente il modo vergognoso in cui il Tg 1, principale giornale televisivo del Servizio Pubblico, ha trattato la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime delle mafie che si è svolta a Milano il 20 marzo su iniziativa di Libera e di Avviso Pubblico.
Nell’edizione delle 13:30 il Tg 1 ha ignorato l’evento, mentre in quella delle 20:00 vi ha dedicato una notiziola di meno di trenta secondi, coperta da generiche immagini, in coda al notiziario e addirittura dopo la notizia dell’estrazione del lotto.
Si è ignorato così in  modo offensivo e grottesco un grande corteo di 150.000 persone (cifre riportate dalla stampa di opinione come il Corriere della Sera e La Stampa) che si è svolto nel cuore di Milano riempiendo piazza Duomo, in ricordo delle Vittime delle mafie, presenti centinaia di familiari, per denunciare l’avanzata degli interessi criminali che mettono in pericolo la democrazia.
Il Tg 1 è venuto meno al fondamentale dovere di rappresentare la realtà nella completezza dell’informazione e al ruolo della Rai come Servizio Pubblico finanziato da tutti i cittadini.

(foto liberainformazione, video rainews24)

La Giornata Mondiale dell’Acqua “Pubblica”

Oggi, 22 marzo, è la Giornata Mondiale dell’Acqua, ricorrenza istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite. Cade quest’anno a pochi giorni dalla manifestazione nazionale che si è svolta a Roma, organizzata dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, contro la privatizzazione degli apparati di distribuzione dell’acqua e Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa.

Sul tema si è soffermato anche Don Luigi Ciotti, che in un’altra piazza, a Milano, ricordava le vittime di tutte le mafie nella XV giornata della memoria e dell’impegno.

(video rainews24)

Le terre di Don Diana: per una Terra Libera

I paccheri di Don Diana allo spazio daSud

La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana [...] E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.

Era il 1991 e queste parole, contenute nel documento contro la camorra Per amore del mio popolo, sarebbero divenute il testamento spirituale di don Peppe Diana, parroco della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, ucciso da due killer il 19 marzo 1994 mentre si accingeva a celebrare la Santa Messa. A pochi giorni dal sedicesimo anniversario della sua morte, l’associazione Libera e daSud onlus, in collaborazione con la Round Robin, lo ricordano, a Roma, in un incontro dedicato alla presentazione della cooperativa sociale Le terre di don Diana, impegnata nella coltivazione dei terreni confiscati alla criminalità organizzata nella provincia di Caserta.

“La cooperativa è ancora nella sua fase iniziale – spiega Valerio Taglione, referente Libera Caserta – ma riteniamo la sua costituzione un passo importante verso una cultura della legalità. Lavorare i terreni sottratti alla camorra – prosegue – significa dare vita a delle comunità alternative alle organizzazioni criminali, invogliando i giovani a rimanere nelle loro città d’origine, necessaria premessa per la rinascita del territorio. In questo senso la figura di don Peppe Diana ha un valore altamente simbolico, proprio perché ha pagato con la vita il suo impegno civile e il suo tentativo di operare un cambiamento nelle zone dilaniate dalle infiltrazioni camorristiche”.

Enrico Fontana, consigliere alla Regione Lazio, è promotore della prima Agenzia Regionale per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. “Si ritiene che la maggior parte delle attività criminali – esordisce – sia svolta nelle regioni meridionali. Ma questo sta diventando, di anno in anno, solo un luogo comune. In realtà la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta hanno esteso le loro ramificazioni anche al centro e al nord Italia. Nel Lazio, ad esempio, ci sono quasi quattrocento beni confiscati alle mafie, un numero impressionante, che fa balzare la regione al quinto posto per numero di beni sequestrati sul territorio nazionale”. Molto spesso, però, tra la confisca del bene e il suo effettivo utilizzo da parte della comunità intervengono numerosi meccanismi burocratici, di non sempre facile soluzione. Se a ciò si aggiungono le ipoteche bancarie che spesso gravano sugli immobili, il processo di acquisizione da parte dei cittadini può rivelarsi davvero arduo. “A questo proposito – risponde Fontana – la Regione Lazio ha stanziato una somma pari a 7 milioni di euro che, nell’arco di tre anni, confluirà in un apposito fondo di garanzia, istituito presso la Regione Lazio. In tal modo intendiamo aiutare le cooperative sociali e gli altri enti che intendono subentrare nell’utilizzo del bene confiscato, ma che debbono rinunciarvi a causa di debiti pregressi”. Esempio di proficua sinergia tra impegno sociale profuso nella lotta alle mafie e attività politica spesa nel reale perseguimento del bene collettivo.

Le terre di Don Diana allo spazio daSud

Valeria Nevadini
foto David Scerrati

Libera Terra: il bando per la nuova cooperativa

Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo. Il g(i)usto della legalità. Sapori, suoni e visioni anticamorra

Arriva a Roma, SABATO 6 MARZO, uno dei 100 passi verso il 19 marzo, sedicesimo anniversario dell’omicidio di don Peppe Diana, il parroco della chiesa di san Nicola a Casal di Principe (CE) promotore del documento anticamorra Per amore del mio popolo. La serata sarà l’occasione per presentare la cooperativa sociale Le terre di don Diana, per la gestione di terreni confiscati alla criminalità in Campania partendo dai comuni di Castel Volturno e Cancello Arnone.

SAPORI – I partecipanti potranno assaggiare i paccheri di don Diana, la pasta artigianale fatta dalla Cooperativa pastai gragnanesi con il grano duro raccolto sui terreni confiscati di Pignataro Maggiore.

SUONI – Durante la serata ascolteremo le note di Io non mi sento italiano, il noto brano di Giorgio Gaber riletto dagli A67 a sostegno del lavoro di Libera nelle terre confiscate alle mafie.

VISIONI – Lo spazio daSud ospiterà la mostra dedicata al fumetto Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo (Round Robin Editrice), Premio Giancarlo Siani 2009. Saranno presenti gli autori e i disegnatori.

Interverranno, alle ore 19, presso lo Spazio daSud, in via Gentile da Mogliano 168-170, a Roma:
TINA CIOFFO, giornalista – Libera Caserta
ENRICO FONTANA, consigliere Regione Lazio
DAVIDE PATI, Ufficio nazionale beni Confiscati di Libera
VALERIO TAGLIONE, referente Libera Caserta – Comitato don Peppe Diana
ANTONIO TURRI, responsabile di Libera per il Lazio
- Modera LUIGI POLITANO, Associazione daSud – Round Robin Editrice

Raffaele Lupoli intervistato da Radio Uno

Raffaele Lupoli intervistato da Radio Vaticana

Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo, Round Robin Editrice

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