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In libreria, “Brutta storia”, il romanzo di Jacopo Lubich
E’ da qualche giorno in libreria, Brutta storia, romanzo d’esordio di Jacopo Lubich.
Un uomo riverso sul pavimento sporco di un bagno pubblico, la lunga fuga disperata di un ragazzo in preda al panico, gli alibi, i folli tentativi di chiudere con una vita e cominciarne un’altra, e poi ancora un furto, una rapina e una assurda scoperta.
Ne parliamo con l’autore nell’intervista a cura dell’Agenzia Sul Romanzo …
Qual è la genesi di brutta storia?
Brutta storia è nato subito, senza gestazione. Così. Strappato dal mio cervello e costretto a camminare quando era ancora insanguinato. Ero in un parco di Granada, in mezzo a gitane che volevano leggermi le mani mentre cercavo di riprendermi dalla sera prima. All’inizio pensavo fosse un racconto, perché la storia non era così lungimirante. Poi le cose non sono andate così diversamente, in fondo. Ma Brutta storia deve essere raccontato così, in modo rapido, come un colpo di fucile: ferisce e sanguini, e dopo un po’ è tutto finito. L’idea all’origine era di affiancare al protagonista un complice. Allora mi sono messo nei suoi panni e ho pensato a chi tra le mie conoscenze avrebbe potuto esserlo. Ecco perché, alla fine, lui è sempre solo. Nessuno sarebbe stato in grado di starmi (e stargli) vicino in quelle occasioni. Meglio soli… dice il proverbio. Ma a dir il vero, tutti coloro che conosco sono presenti nel romanzo: sono il protagonista,siamo il protagonista.
Perché hai deciso di affrontare la periferia di Roma?
Innanzitutto perché io non abito a Roma, non la vivo molto e né vorrei farlo. In secondo luogo perché la periferia spesso diventa il centro di un altro mondo: quello degli immigrati, dei reietti, degli emarginati, dei poveri sfigati che non arrivano a fine mese e di tutti coloro che, per scelta o per costrizione, vivono sulla scia della Capitale. Ed è quello il mondo che mi interessa: di pariolini fighetti e saccenti professionisti me ne frego, così come di eroi e dei. Tra luce e ombra, mi interessa il grigio, la penombra, il chiaroscuro. È lì che si compie la vita.
Se una persona ti chiedesse la ragione per la quale leggere brutta storia, che cosa diresti?
Perché l’ho scritto io, ovviamente. Poi, parlando seriamente, glielo ripeterei. Io leggerei un libro scritto da uno come me, sarei curioso. Ma a parte questo, Brutta storia andrebbe letto perché è la storia di tutti, è una panoramica di come spesso vanno le cose. Anche io non me ne rendevo conto: poi come una bottigliata alla nuca in una sera ubriaca mi è arrivata la consapevolezza che le cose vanno in quel modo. E allora l’ho scritto.
Per Natale regala un libro DIvino!
La Round Robin Editrice, in collaborazione con l’azienda vinicola Giannattasio, promuove per le feste natalizie un pacco regalo dal nome un libro DIvino.
Un libro e un vino come dono aziendale di Natale.
La Giannattasio è un’azienda che produce Aglianico del Vulture D.O.C. di pregio a Barile (Basilicata), nei propri vigneti situati nella contrada Gorizza, alle pendici del Monte Vulture. Barile è la cittadina più rinomata per la produzione dell’Aglianico, vitigno autoctono tra i più pregiati d’Italia, decantato anche dal poeta Orazio.
01
Vino » Bramea 2006 (Aglianico del Vulture D.O.C.)
Libro » Chiuso per turno (Romanzo)
Prezzo » 18,00 euro
02
Vino » Arcà 2004 (Aglianico del Vulture D.O.C.)
Libro » Interno con rivoluzione (Romanzo)
Prezzo » 25,00 euro
03
Vino » Arcà 2005 (Aglianico del Vulture D.O.C.)
Libro » Fumetto (Grapich novel antimafia)
Prezzo » 30,00 euro
** Le combinazione all’interno del box possono variare su richiesta del cliente.
L’intero catalogo è disponibile su www.roundrobineditrice.it
** per ordini superiori alle 20 unità è previsto uno sconto aggiuntivo
Scarica la brochure dell’offerta con le schede dei libri e dei vini.
Per ordini e informazioni contattaci qui!
libro DIvino sarà disponibile anche presso il nostro stand A27 a Più libri più liberi dal 4 all’8 dicembre.
Da Torino con successo
Un successo straordinario quello del Salone del libro di Torino 2010 per la Round Robin. E, fatecelo dire, anche meritato. In tantissimi si sono avvicinati nel nostro stand nei cinque giorni di fiera, si sono divertiti a giocare con il catalogo-test e in tanti hanno poi acquistato libri, magliette e gadget. Al punto che sabato sera avevamo terminato le “scorte” e rischiavamo di chiudere anticipatamente la fiera se qualche anima pia non ci avesse dato una mano spedendoci nuovi libri da Roma.
Ma da Torino portiamo anche una grande ed importante novità: l’accordo siglato con un nuovo distributore nazionale, la Nda, grazie al quale d’ora in avanti dovreste avere maggiore facilità a trovare i nostri libri nelle maggiori librerie di tutto lo Stivale. Elemento fondamentale per continuare il nostro viaggio.
Cresce il pubblico, si vendono più libri, molti editori sono soddisfatti. In un primo bilancio della 23/ma edizione del Salone del Libro di Torino si registra un boom di presenze all’inizio del week end con molti incontri sold out e la maggior parte delle case editrici, anche le più piccole, che stanno esaurendo le scorte di libri. È così, ad esempio, per la Round Robin, editore romano, che racconta di aver finito tutte le copie dei libri portati in Fiera: «questa notte li faremo arrivare con il corriere, altrimenti domani non potremmo aprire lo stand» dice l’editor Alessio Lana.
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Da Il Giornale del 17 maggio Bilancio Zafón e Carofiglio primi al botteghino:
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In generale, però, alle case presenti i conti tornano. Anche a quelle piccole, come la romana Round Robin, che comunica di aver esaurito tutte le copie dei libri portati al Salone. L’editor Alessio Lana gonfia il petto: «Questa notte li faremo arrivare con il corriere, altrimenti domani (oggi, ndr) non potremmo aprire lo stand».
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Siamo a Torino: Lingotto M126!
Era solo un anno fa quando i pirati della Round Robin salpavano dal porto di Roma, per approdare per la prima volta al Lingotto, con la nave Doblò, il galeone capitanato dal pirata Milani, e al seguito il brigantino Maccaron A. Gli equipaggi sguarniti alla partenza, dopo le prime difficoltà, hanno ricevuto rinforzi notevoli da altri equipaggi o raccogliendo naufraghi incontrati durante la navigazione. Avevamo giurato tutti e c’eravamo.
Anche questo anno è già salpato il primo equipaggio con la nuova nave galeone Qubo, ed abbiamo già allestito il campo: le nostre coordinate sono M126 sempre al Lingotto di Torino.
L’equipaggio è ancora sguarnito, ma stiamo arrivando tutti, con il solito brigantino, sul quale salirà anche l’equipaggio di daSud! Non possiamo esimerci, abbiamo giurato!
“Cercate di far aderire quanti più possibile alla nostra causa e state all’erta per trovarvi pronti. Ciascuno di voi dovrà giurare sul round robin. Il round robin non è altro che una misura precauzionale. Da un lato, tutti quelli che vogliono essere dei nostri dovranno firmare la dichiarazione, così che non potranno tirarsi indietro quando si comincerà a sentire odore di bruciato. Dall’altro, quello stesso foglio ci condurrà dritti alla forca, se finisce nelle mani sbagliate. Ma, dato che sono sempre quelli che hanno firmato per primi ad essere considerati gli istigatori, sul round robin le firme formano un anello, in modo che non si può sapere chi ha iniziato.”
La vera storia del pirata
Long John Silver
Björn Larsson (Iperborea, 1998)
















